13/04/2017 - DIVIETO AL COMMERCIO E ALLA PRODUZIONE DEGLI INTEGRATORI ALIMENTARI SOLO SE VI SONO PROVE FONDATE SULLA PERICOLOSITÀ DEL PRODOTTO

Una recente sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea (causa C-282/15 del 19 gennaio 2017), ha stabilito che uno Stato Ue non può vietare la commercializzazione e la produzione di integratori alimentari contenenti aminoacidi in base ad un’analisi preventiva del rischio generalizzata.

Il caso specifico riguardava il ricorso di un’impresa tedesca, produttrice di un integratore alimentare contenente l’aminoacido L-istidina, che si era vista negare dalle autorità tedesche la possibilità di commercializzare il prodotto dal momento che l’integratore era stato ritenuto potenzialmente pericoloso per la salute.

La Corte di Giustizia ha censurato la decisione delle autorità tedesche evidenziando che, se non esistono evidenze scientifiche certe sulla dannosità di uno specifico integratore alimentare, non è possibile negarne la produzione e la commercializzazione.

La Corte Europea ha inoltre stabilito che, nel caso in cui sia provata l’innocuità di una sostanza, non è possibile che la legge nazionale preveda delle deroghe al divieto di commercializzazione e produzione limitate nel tempo.

 

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avv. Christian Cerutti