13/02/2020 - CORTE DI CASSAZIONE: LA MANCANZA DI TRACCIABILITA’ DEGLI ALIMENTI È REATO

La Corte di Cassazione (pen. sez. III, sentenza del 12.12.2019) si è recentemente occupata di un caso relativo alla mancanza di origine e tracciabilità degli alimenti.

Nello specifico, la vicenda riguardava un commerciante ritenuto colpevole del reato di cui all’art. 5 lettera b) della legge 283/62 (fattispecie che sanziona la vendita di alimenti in cattivo stato di conservazione) perché deteneva per la vendita insaccati che non indicavano la provenienza delle carni usate per la sua produzione.

La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di primo grado, ritenendo sufficiente la sola detenzione degli insaccati senza informazioni sulla sua tracciabilità per integrare il reato in questione, anche in assenza di un accertamento sull’effettivo danno alla salute.

I Giudici hanno infatti ritenuto che un prodotto non tracciabile è, in ogni caso, pericoloso, “potenzialmente foriero di rischi per la salute” e configura la “violazione dell’ordine alimentare” che assicura al consumatore le garanzie igieniche e di conservazione dei prodotti alimentari che coinvolgono anche il rispetto delle regole sulla tracciabilità.

 

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avv. Christian Cerutti