23/01/2017 - BUYING AGENCY AGREEMENT: LIBERTÀ DI SCELTA DEL FORO

La Cassazione a Sezioni Unite (Cass. Civ. S.U., 28/12/2016, n. 27072) ha stabilito che, per la risoluzione di controversie relative ad un buying agency agreement, le parti sono libere di scegliere il foro che considerano più adeguato, inclusa, senza restrizioni, la possibilità di adire un giudice estero o un collegio arbitrale.

Il caso portato innanzi la Corte di Cassazione ha coinvolto un agente italiano e una società mandante statunitense.   

Il buying agency agreement in questione, ha affermato la Corte, non può essere considerato un vero e proprio contratto di agenzia ai sensi degli artt. 1742 et seq. c.c., per il fatto che le obbligazioni assunte dall’agente sono sostanzialmente diverse dalle obbligazioni tipiche previste dal contratto di agenzia commerciale.

Di conseguenza, al buying agency agreement non vengono applicate le norme imperative che regolano nel nostro ordinamento l’istituto dell’agenzia commerciale, in particolare quelle a protezione dell’agente (per esempio, la scelta del foro del domicilio dell’agente e il diritto dell’agente di chiedere l’indennità di fine rapporto in caso di risoluzione del contratto – si vedano la Direttiva 86/653/CEE e l’art. 1751 c.c.).

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