04/01/2018 - COMMETTE UN REATO CHI ACCEDE ALL’E-MAIL ALTRUI ANCHE SE CONOSCE LA PASSWORD

La Corte di Cassazione sezione penale, con sentenza n. 52572 del 17/11/2017 ha affermato che costituisce reato accedere alla casella di posta elettronica altrui, anche se la condotta è tenuta da chi era a conoscenza della password di accesso.

Nel caso di specie, la moglie, conoscendo la password, è entrata nella casella di posta elettronica dell’ex marito ed ha modificato la password e la domanda di recupero per la stessa, sostituendola con un quesito ingiurioso.

La Cassazione afferma che appare configurato il reato di cui all’art 615 – ter c.p., a nulla rilevando il fatto che la password fosse stata fornita dalla persona offesa alla moglie. La Corte ritiene infatti che è punibile la condotta di chi accede abusivamente alla casella di posta elettronica altrui, in quanto si tratta di uno spazio di memoria protetto da password personalizzata, nell’esclusiva disponibilità del suo titolare, identificato da un account registrato presso il servizio. Peraltro, nel caso di specie, la modifica della password e la sostituzione della domanda di recupero della stessa ha altresì temporaneamente escluso il titolare dalla fruizione del servizio di posta elettronica, in evidente contrasto con la volontà del titolare della casella.

In conclusione, la Corte ha ritenuto che l’abusivo accesso ad un sistema informatico consiste nella violazione delle condizioni fissate dal titolare per circoscriverne l’accesso, nella consapevolezza di intromettersi e violare la volontà del titolare della casella.

 

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dott.ssa Martina Pasetto