21/11/2019 - VIOLAZIONE DEL DIRITTO D’AUTORE. QUANDO È RESPONSABILE L’HOSTING PROVIDER PASSIVO

Con la sentenza n. 7708/2019 la Corte di Cassazione è intervenuta su una complessa vicenda giuridica, avente ad oggetto la violazione del diritto d'autore, insorta tra una società titolare di programmi televisivi e un hosting provider.

Secondo la società titolare dei programmi, l’hosting provider aveva illecitamente diffuso sul proprio portale video alcuni filmati tratti da vari programmi televisivi di cui era unica titolare.

I giudici, ai fini della decisione, hanno preliminarmente distinto le figure di hosting provider “attivo” e “passivo”.

Si ritiene “attivo” l’hosting provider che svolge attività aventi l'effetto di completare ed arricchire la fruizione dei contenuti da parte degli utenti, come ad esempio attività di filtro, selezione, indicizzazione, organizzazione, catalogazione, aggregazione, valutazione, uso, modifica, estrazione o promozione dei contenuti. L'hosting può essere ritenuto "attivamente" corresponsabile per eventuali illeciti commessi da terzi per mezzo del proprio portale e per esso non ci sono limitazioni di responsabilità, che invece sono previste per l’hosting provider passivo.  

L’hosting provider “passivo”, secondo quanto previsto dall’art. 16 d.lgs 70/2003, è invece quello che svolge unicamente attività di memorizzazione di informazioni. Tale tipologia di hosting gode di una limitazione di responsabilità relativamente alle informazioni e ai contenuti memorizzati a richiesta di un soggetto terzo, destinatario del servizio.

Tuttavia, per la Cassazione, anche il provider “passivo” può andare incontro a responsabilità di tipo risarcitorio in alcune ipotesi.

In particolare esso risponde dei danni verso il titolare dei diritti d'autore violati quando non abbia provveduto alla immediata rimozione dei contenuti illeciti o quando abbia continuato a pubblicarli, se ricorrono tre condizioni:

i) sia a conoscenza dell'illecito commesso dal destinatario del servizio, per averne avuto notizia dal titolare del diritto leso o in altro modo;

ii) l'illiceità dell'altrui condotta sia ragionevolmente constatabile, e quindi il prestatore sia in colpa grave per non averla positivamente riscontata, alla stregua del grado di diligenza che è ragionevole attendersi da un operatore professionale;

iii) l'hosting provider abbia la possibilità di attivarsi utilmente, in quanto reso edotto in modo sufficientemente specifico dei contenuti illecitamente immessi da rimuovere.

 

Per ulteriori informazioni è possibile contattare lo studio attraverso l'apposito form, nella sezione contatti.

avv. Marco Falsiroli